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Trekking con i bambini: Dal castello di Andraz al rifugio Valparola (o quasi)

Dall’Altopiano di Asiago ci spostiamo ora in Veneto, Valle del Fodom, nel comune di Livinallongo.

La nostra passeggiata parte da un sentiero che si dipana prima di arrivare al castello, ma una visita al restaurato castello di Andraz non potete perderla.

La passeggiata invece parte dalla strada che porta ad Andraz, appena passato il primo edificio sulla strada, alla vostra destra. Lì si parcheggia la macchina, si attraversa un ponticello e sulla destra parte il sentiero, subito dopo aver varcato un cancello che obbligatoriamente dovete richiudervi alle spalle. (O si rischia che le mucche scappino).

Poco dopo il cancello, c’è un bivio, prendete la diramazione a sinistra verso il rifugio Valparola. Non fatevi scoraggiare dall’iniziale salita, poi il sentiero si inoltrerà tra boschi e ruscelli con un continuo sali e scendi e a volte anche con tratti pianeggianti.

Anche questa è stata zona di guerra, e ne noterete ancora i segni, non solo trincee e grotte, ma scatolette ormai arrugginite e cocci di vetro si mostreranno a voi con facilità. E c’è di più! La strada lastricata e appena un poco rialzata che percorrerete inizialmente, fu sì una strada militare, ma i soldati la trovarono bella e fatta! Infatti era l’antica strada che veniva utilizzata per trasportare il ferro dalle miniere del Fursil di Colle Santa Lucia fino al Passo Valparola in epoca medievale.

Il sentiero costeggia poi rivi e ruscelli, fondendosi in certi punti con i corsi d’acqua, per questo non affrontatelo se non avete scarpe da trekking assolutamente impermeabili. Per la gioia dei bambini, poi, ci sono tratti molto fangosi, che vi costringeranno a cercare utili deviazioni sui pendii, tra le radici.

Una bellissima passeggiata. Noi ci siamo fermati alle cascate, un po’ prima del rifugio Valparola. Una volta scesi Castello_di_Andrazsiamo andati a piedi fino al castello di Andraz, completamente restaurato dopo 14 anni di lavori. E ne vale veramente la pena, soprattutto se fate la visita guidata. Da evitare per chi soffre molto di vertigini.

Tra il sentiero e il castello c’è anche un mulino, con una bella pala, ferma ma sempre affascinante.

Tra andata e ritorno ci abbiamo messo circa tre ore. Naturalmente abbiamo usato il nostro marsupio ergonomico.

Consigliata a chi si vuole divertire sporcandosi e camminando nell’acqua!

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Librini fa da te: Una mela

Cosa serve per realizzare un piccolo e apprezzatissimo librino?

5 minuti di tempo

cartoncino o cartone da imballaggio (il nostro proveniva da una scatola di un mobile)

fogli colorati

pennarelli atossici per bambini

nastro per regali

bucatrice o forbici o punteruolo per fare i buchi

un po’ di immaginazione

semplicità


In pochi minuti abbiamo realizzato questo semplicissimo librino. Il nostro bimbo lo sfoglia di continuo indicando i disegni. Le immagini non saranno bellissime, ma la soddisfazione di aver fatto tutto da soli un librino che lui apprezza è molta.

E’ anche un ottimo passatempo per i bimbi più grandi che potranno realizzare da soli o con il vostro aiuto il loro librino.

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Pannolini lavabili gNappies con sistema ad amaca

gNappies azzurroNel mondo dei pannolini lavabili, non si smetterebbe mai di cercare e provare modelli nuovi. I Pannolini gNappies sono inglesi e diversi dai normali modelli più conosciuti. Hanno una mutandina alla quale si attacca e stacca “un’ amaca” impermeabile nella quale si possono inserire sia gli inserti completamente biodegradabili, sia quelli lavabili della stessa marca sia qualsiasi altro inserto si desideri, compresi i prefold che si hanno già in casa!

La mutandina è sottilissima, morbida, con una vestibilità eccellente (a taglie però) che si adatta a tutti i fisici, compresi i temuti fisici “possenti” che spesso costringono il cambio di modello causa cosce grosse!

Il sistema di chiusura a velcro anti graffi è sulla schiena, per evitare che i bimbi si aprano il pannolino, e non lascia alcun segno sulla pelle, nemmeno se si stringe un po’ più del dovuto, grazie alla fascetta elastica.

Da questa recensione capirete che ce ne siamo innamorati! Per sbaglio abbiamo ordinato gli inserti biodegradabili insertp gNappiesusa e getta, ma devo dire che si sono rivelati proprio comodi per le recenti uscite, ma anche inserendo un normale prefold siamo andati benissimo!

Il sistema ad amaca è così ben fatto, che la mutandina non si è ancora mai bagnata.

Pannolino due pezzi ad amaca gNappies

Mutandina esterna: 92% cotone, 8% spandex

Interno: amaca di tessuto impermeabile

Inserti: biodegradabili al 100% (si possono buttare anche nella compostiera)o lavabili di cotone

pregi: ottima vestibilità, versatilità eccellente, poco ingombro, asciugatura rapida (a 40°), mutandina riusabile dopo il cambio perchè non si bagna, essenziale nel modello

difetti: bisogna prenderci la mano con la chiusura sulla schiena, il costo e la reperibilità (reperibili o su siti inglesi o sul sito ecoandeco.it)

pannolino gNappies

 

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Trekking con i bambini: La passeggiata dei 5 cimiteri

Non pensiate dal titolo che sia una passeggiata macabra! E’ invece una passeggiata storica sull’Altopiano di Asiago che sale sul monte Mosciagh e sul Monte Zebio. E’ alla portata di tutti, con piccoli tratti in salita, altri in piano, un continuo sali e scendi. Non è una passeggiata particolarmente difficile, indicata però per chi ha bambini abituati a camminare.

Si raggiunge località Camporovere e da lì si seguono le indicazioni per Trento imboccando la Val d ‘Assa. Imboccate poi la deviazione sulla destra, con indicazione Val Galmarara. La strada è sterrata e percorribile in macchina. Passate il primo spiazzo alla vostra sinistra, procedete fino a quando, dopo alcuni tornanti, la strada torna in piano e sulla destra trovate un piccolo spiazzo con una croce, detto Croce del francese. Parcheggiate e da lì inizia la passeggiata.

Imboccate il sentiero sulla destra e dopo poco incontrerete un bivio, imboccatelo a sinistra e proseguite verso un secondo bivio. Prendete anche qui a sinistra e arriverete al primo cimitero austroungarico. Se state attenti noterete tante tracce del passaggio della Guerra. Tornati al bivio riprendete la salita (uno dei tratti più faticosi) e proseguite finchè non arriverete al secondo cimitero.

Entrate dal cancello, a fianco del cancello troverete una nicchia chiusa da uno sportellino, se l’aprite potrete anche voi lasciare il vostro ricordo sul quadernino lì conservato. Abbiate cura di richiudere tutto. Questo è il cimitero denominato Mosciagh 1.

Proseguite lungo il sentiero per arrivare al terzo cimitero (Mosciagh 2). Passando dietro al monumento che vedrete in fondo al cimitero, imboccate il sentiero che vi porterà in mezzo al bosco fino a sbucare su una strada che dovrete imboccare e dopo pochi metri incontrerete un bivio, imboccate la diramazione sulla sinistra. Seguite la strada forestale, dopo circa 500 metri un altro bivio, troverete la segnalazione per il cimitero Mosciagh 3 (il meno curato), che si raggiunge dopo una breve ma ripida salita.

passeggiata 5 cimiteriDopo la visita al cimitero, continuate sul sentiero che vi condurrà alla strada forestale e infine al bivacco Stalder. Dal bivacco Stadler potrete raggiungere il cimitero della brigata Sassari e visitare il Parco storico del Monte Zebio, con le trincee risistemate e attraversabili, un posto dove portare i vostri bambini per avvicinarli al tragico evento della Grande Guerra.

La passeggiata finirebbe qui, ma si può proseguire verso i posti descritti da Emilio Lussu nel libro Un anno sull’Altopiano.

La passeggiata unisce natura e storia. Il percorso è sempre ben indicato, il sentiero è il numero 833. Il bivacco è chiuso, quindi armatevi dell’occorrente per il pranzo.

Tra andata e ritorno, con pause per le visite ai cimiteri e al musei all’aperto e per mangiare, il tempo che noi ci abbiamo impiegato è stato di cinque ore.

Noi abbiamo usato la cartina e la guida: Sentieri Altopiano dei sette comuni, sezione vicentina del C.A.I

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Noi leggiamo…Io non sono come gli altri

Io non sono come gli altriSpulciando tra i tantissimi libri stipati sugli scaffali della libreria dove andiamo di solito, ho trovato questo librino veramente simpatico. Si chiama Io non sono come gli altri di Coat Janik, edizione La margherita.

Io non sono come gli altri ha disegni semplici e colori tenui e parla di animali, ippopotami, elefanti, gatti ma anche patelle. Da una parte ci dice che cosa fanno, o si pensa che debbano fare questi animali, come gli ippopotami che si sa, fanno il bagno nel fango e dall’altra invece ci racconta cosa piace fare ad un ippopotamo in particolare, ad Archimede, che invece preferisce la sua Jacuzzi….

Io non sono come gli altri parla sotto sotto di noi, dei nostri pregiudizi e di cosa invece si può celare dietro ognuno. E la cosa più bella è che si può leggere e rileggere e si possono cambiare i personaggi, si possono inventare altre situazioni, lo si può adattare alle più svariati situazione. Un ottimo modo per parlare ai bambini della diversità.