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Da un copricostume ad un bavaglio: la lunga vita della spugna

Bavaglio Mettendo a posto nell’armadio della bisnonna, è uscito un copricostume di spugna a fantasia Hawaiana, di quelli che si infilano, con i bottoni, un po’ vecchio stile (ma stiamo parlando di bisnonne, quindi la moda della Riviera è quella di qualche decennio fa!).

Cosa fare con questa bella fantasia? Dopo aver realizzato un pannolino lavabile e aver quindi tagliuzzato in lungo e in largo, rimanevano proprio le maniche e qualche scampolo…..

Ecco l’idea: fare un bavaglio. Il collo è già pronto, basta imbastirlo e cucire (con la nostra nuova macchina da cucire). Il risultato poteva essere migliore, ma non è da buttare via.

L'orso Bepi indossa il bavaglio della collezione Honolulu Baby

L’orso Bepi indossa il bavaglio della collezione Honolulu Baby

La soddisfazione maggiore però è quella di dare nuova vita a qualcosa che nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di usare per il suo scopo originale, come nel caso di questo copricostume demodè.

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Noi leggiamo….Brucoverde

brucoverdeBrucoverde è sicuramente destinato a diventare un classico tra i libri cartonati per i piccoli e i piccolissimi.

Un libro in rima che racconta la storia di un piccolo bruco che ha molta fame ” Hai visto per caso un bruco affamato….?” e si avvicina a pere, melanzane e peperoni, ma subito viene fermato da altri insetti che lo ammoniscono: ” Schiocchino, le pere non sono adatte ad un bruchino!”, finchè alla fine…

Il testo in rima, i disegni semplicissimi ma accattivanti e il buco sulla pagina che man man si rimpicciolisce fanno di questo libro una delle nostre letture preferite, e tutti i bimbi ai quali lo regaliamo lo apprezzano molto. E con una storia sola si può raccontare la vita del bruco e della farfalla, imparare il nome e l’aspetto di qualche insetto tra i più comuni e divertirsi a guardare la frutta e la verdura imparandone i nomi e la forma.

Un libro che non può mancare nella libreria dei vostri bimbi!


Brucoverdebrucoverde la melanzana
Giovanna Mantegazza
La coccinella edizioni

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Settimana internazionale del portare

Portare i bambiniPortare…che bella parola, se poi pensiamo che i protagonisti del portare sono i nostri bimbi, assume un altro significato, quello di cura, di accudimento, di fisiologia, di affetto, di tenerezza, di contatto. Tutto nella sola parola del “Portare”.

Portare i nostri bambini, a contatto diretto con noi, è qualcosa di speciale. Sentire il loro respiro, guardarli negli occhi, passeggiare parlando e osservando il mondo insieme. Questo è portare.

Al bando quegli inutili e dannosi marsupi delle grandi marche: non fanno tenere la posizione fisiologica al bambino, gravando sulle anche (e quindi dannosissimi nel caso di displasia dell’anca non accertata), e gravando sui genitali. In più dannosi anche per la schiena di chi porta. (E aggiungo: la posizione fronte strada non è corretta per il fisico del bambino).marsupi- posizione anche corretta

Per portare esistono dei supporti ergonomici, da quelli strutturati per chi non se la sente di cimentarsi con nodi e legature, a quelli non strutturati come le fasce.

Portare i bambini è un gesto d’amore, ma anche una grande comodità per noi. Avere le mani libere, poter entrare ed uscire dai negozi, fare la spesa senza timore per i nostri bambini, è una comodità non indifferente.

La scelta è varia:

marsupi ergonomici come Manduca, Ergobaby, Patapum, Beco…Bambini ad alto contatto

mei tai: con la forma del marsupio ma gli spallacci e la cintura si legano e non hanno fibbie.

fasce: rigide, elastiche, ad anelli

Esistono anche le fascioteche, dove si possono provare le fasce e scegliere quella più adatta a noi.

Noi abbiamo da sempre usato il marsupio ergonomico Manduca, un mei tai realizzato da una signora spagnola e venduto da Nini ya Mumu e una fascia ad anelli.

Non sapremmo cosa fare senza il nostro marsupio ergonomico e il nostro mei tai. Anche in montagna è uno strumento utilissimo e ben più comodo degli zaini porta bimbo, che non andrebbero usati prima dei 9 mesi.

E il passeggino? Noi ce l’abbiamo, anche uno di quelli “importanti”, a tre ruote da trekking, che abbiamo usato e che usiamo ma molto raramente. E’ così bello avere il proprio bimbo a contatto, che il passeggino ci sembra ormai quasi inutile.

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Disostruzione pediatrica: semplici mosse per salvare la vita

Questa mattina siamo andati all’incontro della Croce Rossa per la lezione teorica e pratica delle mosse di disostruzione pediatrica. Saper fare le manovre di disostruzione pediatrica è fondamentale, fanno la differenza tra il salvare la vita di un bambino (magari il nostro) e vederlo soffocare senza saper cosa fare.

Perchè la gente crede ancora che la mossa giusta sia la pacca sulla schiena, o mettere il bambino a testa in giù. Ma non è così, assolutamente no, e sono mosse da evitare per peggiorare la situazione.

Le manovre di disostruzione pediatrica sono facili da imparare e efficaci al 95%. Valgono per le ostruzioni totali, ovvero quando il bambino smette di respirare, non piange e non emette suoni e diventa cianotico. Quando invece tossisce, la cosa più utile da fare è incoraggiarlo a continuare a tossire, senza intervenire per non peggiorare la situazione. MAI infilare le mani in bocca, con il rischio di spingere ancora più in giù il boccone.

Gli incontri organizzati dalla Croce rossa sono gratuiti, e durano in media 2 ore. Noi abbiamo anche fatto pratica su due manichini, uno modello lattante e uno modello bambino, perchè le manovre cambiano a seconda del peso del bambino.

Cogliamo allora l’invito degli operatori della Croce Rossa di informare tutti colo che conosciamo dell’opportunità di frequentare questi incontri.

Qui i recapiti per Bologna e provincia:

http://www.cribo.it/manovre-di-disostruzione-pediatrica-sonno-sicuro/

Ed è molto importante che agli incontri conoscitivi di nidi e scuole materne, sia fatta l’esplicita domanda su quale sia la preparazione degli educatori. Aver frequentato un corso di primo soccorso non basta. E se non hanno nessuna preparazione, insistete perchè la facciano contattando la Croce Rossa. Poche e semplici mosse salvano la vita!

Questo il video  per la disostruzione dei lattanti (fino ad un anno e circa 10 chili)

e questo della disostruzione dei bambini

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In bicicletta per la Val Pusteria

Foto: val-pusteria.net

Foto: val-pusteria.net

La Val Pusteria è una bella valle per chi vuole passare qualche giorno in montagna ma non vuole o non può, fare trekking impegnativo. Ci sono moltissime possibilità per passare il tempo con i bambini, e i parchi giochi, moltissimi in tutta la valle, sono ben attrezzati e faranno venir voglia di provarli anche a voi (ma non fatelo, perchè i giochi sono quasi sempre tarati sul peso di un bambino di massimo 12 anni, e qualsiasi sollecitazione maggiore rischia di provocare danni strutturali non visibili, ricordiamocelo sempre!).

Il parco più bello è sicuramente quello di Villabassa, dove, oltre a scivoli e altalene, troverete una sabbiera con ruspa, e un piccolo parco avventura sempre aperto. Per i genitori poi, c’è il percorso Kneipp, un percorso per provare a camminare a piedi nudi su superfici naturali diverse e godere dei benefici delle fonti d’acqua che rendono famosa Villabassa.

Ma per tornare a noi, uno dei passatempi più belli è sicuramente quello di andare in bici per la Val Pusteria, la pista ciclabile percorre tutta la valle, il tratto più lungo e ben strutturato va da Dobbiaco (Toblach) a Linz (in Austria). Facile perchè quasi tutta in piano, costeggia i boschi e permette di passare ore in piena libertà. Per il ritorno, se si è molto stanchi (verso Linz la pista ciclabile è leggermente in discesa, per cui al ritorno è leggermente in salita!), si può prendere il comodo treno (che parte sempre più che puntuale) che attraversa la Val Pusteria e che vi permette di caricare anche le biciclette.

Noi siamo andati in bicicletta da Dobbiaco fino a San Candido (Innichen), il paese dopo Dobbiaco. La pista ciclabile parte dalla stazione di Dobbiaco. Premunitevi di cappellini perchè è quasi tutta al sole.

Ci sono moltissimi posti dove noleggiano biciclette. Andateci presto, o molti finiranno tutte le biciclette (alcuni hanno l’opzione prenotazione per il giorno stabilito). Altro inconveniente: non tutti forniscono i seggiolini per bambini sul davanti. Dei tre noleggi che abbiamo provato, solo uno disponeva dei seggiolini davanti. Uno solo dietro, e l’altro la possibilità di agganciare il carrellino porta bimbi, molto amato qui.

Un piccolo “avvertimento”: poichè noi siamo partiti tardi, l’unico noleggio che aveva ancora bici era il noleggio Papin, di fianco alla stazione. La particolarità è che ha punti di noleggio in tutta la Valle e permette di lasciare le bici in qualsiasi loro punto noleggio. La nota dolente, invece, è che sono molto scortesi, e che hanno solo seggiolini montati dietro, e montati su biciclette alte per un fatto strutturale. Io sono alta (o bassa, dipende dai punti di vista) 1,56, e non riuscivo a fare l’intera pedalata. Alla mia richiesta di cambiare bici, hanno annuito e me ne hanno portata una identica.

In bicicletta, con pedalata normale, da Dobbiaco a San Candido ci vogliono venti minuti, mezz’ora al massimo (sono circa 5 chilometri). Ricordatevi sempre di rispettare i sensi di marcia, sia che andiate in bicicletta, sia che la percorriate a piedi, o rischierete di venire travolti.

Un consiglio: partite la mattina, mangiate a San Candido e nel pomeriggio trasferitevi alla piscina di San Candido.

foto: acquafun.com

foto: acquafun.com

L’acqua è calda, con molte vasche adatte a tutte le età, uno scivolo e spazio per stare fuori. E se non volete caricarvi troppo, noleggiano accappatoi e ciabatte! E mentre siete in acqua, potrete ammirare lo splendido paesaggio dolomitico attraverso il tetto vetrato! (C’è anche la vasca per i piccolissimi!)

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Noi leggiamo…Ma dove corrono tutti?

Ma dove corrono tutti?Dove corrono tutti? Dove corre la giraffa con il monopattino, il gallo sulla decappottabile, l’ippopotamo sul pullman o la famiglia di maialini sul camper?

Un simpatico libro per imparare a conoscere tutti (o quasi) i mezzi di trasporto, dal monociclo alla macchina ad energia solare e i bambini si divertiranno a scoprire dove stanno correndo tutti.

Thomas Muller
Ma dove corrono tutti?
Babalibri