E’ l’ora di dire basta: boicottiamo tutti Toys Center

Vi ricordate l’articolo Giochi da femmina, giochi da maschio? La nostra battaglia continua…

Il catalogo svedese di ToysRuz (http://congedoparentale.blogspot.it/)

Il catalogo svedese di ToysRuz (http://congedoparentale.blogspot.it/)

Oggi leggo su un blog che seguo sempre con piacere (http://congedoparentale.blogspot.it/) che in Svezia la catena di giocattoli Toys “r” uz, ha pubblicato un catalogo senza divisioni di genere tra maschi e femmine, mostrando bambini e bambine vestiti con colori neutri, su sfondi neutri, giocare insieme con ogni tipo di giochi. Questa è la risposta della catena di giocattoli alle critiche ricevute lo scorso anno per un catalogo che divideva troppo in giochi da bimba e giochi da bimbo.

Per pura curiosità vado a sfogliare il catalogo della catena Toys, che noi, e ci tengo a sottolineare, non frequentiamo assolutamente proprio per la loro marcata politica di differenza di genere nei loro reparti.
E che cosa ho trovato? Un catalogo diviso in rosa e azzurro con giocattoli proprio marcati come “Giochi da bimba” e “giochi da bimbo”. Alle bambine sono precluse nella scelta il robot emiglio (chiaro gioco da maschio eh! I puffi e spongebob!), le macchinine e il tavolo degli attrezzi, mentre sono relegate al ferro da stiro, a bambole dal dubbio gusto (con tanto di ragazzine in pose tutt’altro che innocenti) e alla cucina. Mentre la cucina, gli utensili della casa, le bambole e i bambolotti sono giochi che servono a tutti i bambini per crescere, quel gioco di imitazione che li aiuta a svilupparsi e a sviluppare il loro senso sociale e non solo.

Rimaniamo sempre allibiti da queste politiche, che dividono, differenziano e assegnano ruoli certi a maschi e femmine.

Ma va tutto bene, ci va tutto bene, perchè sembra che a nessuno interessi niente.

E invece no, iniziamo a farci sentire, boicottiamo Toys Center (e i suoi affini), non facciamo sfogliare ai nostri bimbi questi cataloghi così stupidi.
Boicottiamo Toys, per avere anche noi, l’anno prossimo, un catalogo che lasci la libertà di decidere ai nostri bimbi.

Aggiungo una cosa: boicottare (come ci è stato fatto notare) spesso non basta. Noi abbiamo scritto una mail e invitiamo tutti a farlo! Una mail forse non smuoverà le cose, 10 mail nemmeno, 100 mail potrebbero iniziare, 1000 mail sarebbero un buon punto di partenza, chissà…

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7 thoughts on “E’ l’ora di dire basta: boicottiamo tutti Toys Center

  1. Assolutamente d’accordo con voi… rimango sempre allibita queste cose a cui tra l’altro la maggior parte dei genitori si presta senza alcun spirito critico… 😦

  2. Capisco le critiche ma credo che molto dipenda anche da noi genitori.. e francamente credo che la maggior parte dei genitori proprio nn si renda conto di questa divisione anche grafica oltre che di ruolo.. inoltre sempre e comunque sia nel cartaceo che in tv vengono passate queste “errate” indicazioni/divisioni.. ma non sono sicura che ci siano soluzioni, purtroppo..in ogni caso, la mia piccola mi ha chiesto una bambola e le ho fatto vedere quelle del catalogo..e poi gliel’ho fatto vedere tutto, entrambe le “parti”.. se mi chiederà un dinosauro o le macchine le prenderò.. per altro si diverte un mondo con le macchinine e le costruzioni, tipiche da “bimbo” 🙂

    • Concordo con te, la maggior parte dei genitori non se ne rende conto, e forse è la cosa peggiore: è così radicato nella nostra società e in noi, che è normale che un catalogo si arroghi il diritto di decidere con cosa può o non può giocare. Ci saranno bambini che non si porranno problemi nello scegliere qualsiasi gioco, altri invece, magari su pressione dei genitori o dei nonni, non avranno il coraggio di puntare il dito sulla cucina giocattolo nella parte delle bambine e per di più su sfondo rosa. Ci saranno poi genitori che per primi diranno:”ma non vedi che c’è scritto da bimba?”. Peccato, molti bambini perdono così importanti occasioni di crescita e divertimento….

  3. Il boicottaggio però ha senso solo se viene comunicato. Non basta smettere di comprare nei negozi Toys. Consiglio anche di scrivere una mail per spiegare le motivazioni.
    Io fino a ieri ho comprato nel Toys center vicino a casa, anche perché non vedo molte alternative (anche il depliant della coop, per dire, ha i “giochi da maschio” e i “giochi da femmina”) ma da qualche parte si deve pur cominciare e se in Svezia il boicottaggio ha avuto successo, si potrebbe tentare la stessa strada anche qui.
    Quindi scriverò una mail e non comprerò più nulla da loro. Grazie per la segnalazione.

    • E’ vero. Noi abbiamo anche scritto una mail (anzi, adesso modifico l’articolo invitando a farlo) e speriamo che molti seguano il nostro esempio. Chissà che l’anno prossimo anche i nostri bimbi non sfoglino un catalogo neutro? Grazie per l’appoggio.

  4. Ritengo sia giusto che ci sia distinzione tra maschi e femmine!!! Si nasce così….!!! Poi nulla mi vieta, come peraltro ho già fatto, di comperare alla mia bimba una bella macchinina!!!!

    • Le differenze ci sono, ovviamente ma non deve essere un catalogo di giocattoli (e quindi un marchio) a decidere con quali giochi possono giocare le bimbe e quali possono giocare i bimbi. Pochi giorni fa, un bambino che conosciamo, sfogliando il catalogo ha visto che la cucina è classificata come gioco da bimba. Lui che aveva una bellissima cucina giocattolo con la quale giocava sempre, ora non ci gioca più. Dice “E’ da femmina”. Questi cataloghi influenzano le scelte dei nostri bimbi, e ci sono bimbe che si rifiutano di usare le macchinine perchè sono “cose da maschi”. Queste sono le differenze che non ci devono essere. La nostra società in tutto divide maschi e femmine, almeno che i giochi siano ancora liberi. E la cosa che mi lascia più allibita è la decisione di classificare giochi assolutamente neutri come Sponge Bob o i Puffi solo come adatti ai maschi: perchè dividere i gochi con la dicitura Giochi da bimba e giochi da bimbo, significa dire “Questo è adatto ai maschi e non alle femmine, questo è adatto alle femmine e non ai maschi”, perchè se la loro politica aziendale fosse diversa, non ci sarebbe bisogno di specificare. Bene, io non faccio decidere ad una marca cosa è meglio per mio figlio. Claudia, tu hai comprato una macchinina, molti genitori non lo fanno perchè è da maschio, come non comprano la cucina giocattolo o anche un semplice carrello della spesa: queste distinzioni servono, sono necessarie?

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