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Chi ha paura del lupo?

chi ha paura del lupo?Seguendo alcune lezioni universitarie di letteratura per l’infanzia, è venuto fuori che ormai il lupo non deve più far paura. E vero, il lupo non è più brutto, cattivo, peloso e orribilmente terrorizzante. Il lupo è amichevole, dispettoso, un amico sincero, o ridicolizzato. C’è tutta una serie di libri per bambini che insegnano che il lupo no, non fa paura.

Eppure il lupo forse serviva. Perchè il lupo delle fiabe e dei libri per bambini è il lupo che canalizza le paure che i nostri bimbi non esprimono. E’ il lupo del quale loro hanno un po’ paura ma del quale spesso vogliono rivestire la parte. Il lupo dovrebbe essere quella figura che catalizza le paure e le disperde, proprio perchè è un lupo chiuso tra le pagine dei libri, che racchiudono il lupo tra le parole e le illustrazioni.

Chi ha paura del lupo? Forse noi genitori. Forse noi perchè viviamo in un mondo dove tutto deve essere concreto. Dove non raccontiamo più le fiabe ai nostri bimbi perchè sono false, lontane da noi e risentono ormai di una tradizione disneyana che le ha poco a poco sminuite nel loro essere apotropaiche banalizzandole.

Eppure il mondo è pieno di lupi, è pieno di mostri. Ma quello che ci fa paura, sono le parole, sono le immagini dei libri, i racconti tramandati oralmente.

Ho spesso sentito dire: Non aver paura del lupo, non esiste. Ma il lupo esiste. Il lupo è un animale feroce. Le paure sono “il lupo”. Noi abbiamo paura del lupo, in qualsiasi forma lui sia, e i nostri bimbi non possono averne paura. Li rassicuriamo, togliamo loro quel brivido del lupo che arriva e allo stesso tempo quella rassicurazione del lupo che viene sconfitto. Togliamo il lupo e togliamo anche la sicurezza che il lupo, che la paura, alla fine può essere sconfitta.

Chi ha paura del lupo? …

 

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Noi leggiamo: L’anatra, la morte e il tulipano.

Ci sono temi che trattiamo con i nostri bimbi con un certo timore, spesso non ne parliamo affatto, li evitiamo, nascondiamo, teniamo da parte. Poi arrivano le domande, o arrivano i momenti in cui non possiamo sottrarci dallo spiegare. E noi ci avviciniamo a questi temi con le nostre paure di adulti, le nostre angosce, i nostri vissuti.

Poi ci sono libri per bambini che aiutano però gli adulti nell’affrontare questi temi. Perchè si sa, il libro è il miglior amico dell’uomo.

La morte. Quanto ci fa paura, quanto temiamo il dover anche solo nominarla davanti ai nostri bambini. Quante discussioni su come e se avvicinare i più piccoli ad un tema così delicato.

Allora ecco un libro per bambino che aiuta gli adulti. Una piccola opera d’arte che ci ha commosso e intenerito. Un’opera lieve, come lievi sono i bambini, ma anche così forte, come un pugno nello stomaco, come forte e come un pugno è il tema di cui parla.

Un’anatra si accorge che qualcuno la sta seguendo. E’ la morte, una morte raffigurata con la testa come un teschio e un pigiamino come vestito. La morte aspetta insieme all’anatra il momento in cui l’anatra morirà.

Ma l’anatra non è certo contenta di dover morire, non è contenta di lasciare il suo stagno; l’anatra ha delle domande da fare alla Morte, domande alle quali, la Morte non ha risposta. E infine il momento, delicato, tragico, sospeso e fragile della morte dell’anatra.

Non abbiate paura di leggerlo voi, e di leggerlo ai vostri bambini, loro coglieranno il senso con quel modo schietto e dolce dei bambini, e per voi adulti sarà un toccasana.

L'anatra, la morte e il tulipanoL’anatra, la morte e il tulipano
Wolf Erlbruch
E/O Edizioni