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Costruire una cucina di cartone

Non occorre molto (molto tempo, molta bravura, molto materiale!) per costruire una cucina di cartone perfettamente funzionante.

Ecco la nostra.

cucina giocattolo di cartoneCon del cartone rimasto di un imballaggio e aprendo due scatoloni ritagliando le parti che ci servivano, abbiamo creato la struttura portante.

Poi abbiamo fatto il buco per il lavello, del diametro (meno un centimetro in modo che si incastri bene), di una ciotola di plastica da poter inserire.

Il forno è ricavato da una scatola di cartone più piccola inserita dentro la struttura.

cucina di cartone giocattoloLa parte divertente è stata passare due strati di scottex e miscela di colla vinilica più acqua, che asciugandosi hanno irrobustito la struttura.

A questo punto abbiamo preso in un centro bricolage un rotolo di carta plastificata adesiva effetto legno e abbiamo ricoperto tutta la struttura. La carta adesiva non aderisce bene, è consigliabile passare una mano di vinilica pura prima di attaccarla.

DSC01586Finita la fase di “posatura” del piano e delle pareti siamo passati ai particolari: le mattonelle sono quadratini di cartoncino di tre colori differenti, attaccate una per una e poi ripassate sopra con una mano di colla stick per dargli l’effetto lucentezza e farle aderire bene. (un consiglio: passate prima la colla su un’ampia porzione e attaccate le mattonelle una dopo l’altra!)

Il fornello: foglio di alluminio, rettangolo trasparente di plastica della cornice Ikea (quelle più economiche con il vetro che in realtà è plastica), due cd.


DSC01742Per il forno invece abbiamo usato la custodia di cartone di un vecchio raccoglitore porta documenti e del cartoncino nero per rivestire sportello e parte superiore. Le manopole del forno sono due tappi di plastica, il vetro è una cornice piccola Ikea, sempre quelle economiche, con un cartoncino azzurro che simula il vetro.

 

La maniglia del forno e la manipola dell’anta le abbiamo prese in un centro di bricolage, sono le più economiche.

DSC01743

Per far sì che il forno possa aprirsi e chiudersi e rimanere chiuso, abbiamo fissato con la colla super adesiva dei magneti (un consiglio: prendeteli molto potenti) all’interno dello sportello e sul bordo superiore.

Il rubinetto del lavello p formato da due pezzi di legno presi dal cesto delle costruzioni (che altro non erano che scarti che ci ha regalato un amico falegname).

Cucina economica ma di impatto: per rialzarla un poco abbiamo usato delle scatole varie (e per una volta il “teniamole che potrebbero servirci” si è rivelato utile!)

Gli accessori sono tutti presi dalla nostra cucina vera, in attesa che arrivino i pentolini Ikea (se non altro perchè pentole e padelle vere, se pur piccole, pesano moltissimo!)

Non sarà la cucina più bella, ha spesso bisogno di manutenzione (piccoli rinforzi di colla per alcune sue parti), ma nel complesso funziona egregiamente.

 

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Il fascino indiscreto del fango

1Ma quanto è bello il fango? Morbido, malleabile, dall’odore di terra bagnata, mutevole, creatore di tutto ciò che si vuole, ora asciutto ora bagnato, ora vischioso poi solido poi di nuovo liquido…

Mettiamo due bambini, poi quattro, poi sei e poi dieci, a volte anche venti. In un paio di anni hanno scavato un canale su un pendio terroso del vicino parco pubblico. Il canale parte dall’alto e scende costeggiando radici di alberi e massi che formano ponti, bacini e muri.

La fontana lì vicino è un irresistibile richiamo alla gioia del fango.

E allora basta una bottiglia vuota, un secchiello, una paletta o anche la confezione vuota del noto gelato Calippo per impegnare i bambini per ore, un andirivieni infaticabile per riempire il canale, far scorrere l’acqua dalla sommità, le buche si riempiono, servono dighe più o meno funzionanti, qualcuno porta animali di

2plastica a completare un mondo naturale e primitivo.

Bambini di ogni età, dai più piccoli di appena un anno, ai grandi, quelli di quinta elementare, che probabilmente (purtroppo) dal prossimo anno non sentiranno più il fascino del canale, del fango, dell’acqua che scorre.

Qualche anziana che si lamenta, qualche mamma che si mette di traverso intimando a tutti i bambini di smettere altrimenti il suo si sporca…ma niente, il fascino del fango imperversa. E poi, perchè impedirlo? Noi che parchi meravigliosi come quelli tedeschi fatti apposta per scavare, irrigare, costruire con fango e sabbia non possiamo averli, ci accontentiamo del fango a chilometro (e a costo) 0 di casa nostra.

E poi ci sono anche genitori, che con la scusa di aiutare i figli prendono la paletta e scavano, riempiono la bottiglia più grande, progettano dighe, danno consigli (non sempre ben accetti).

Perché il fango evoca in noi e nei nostri bimbi un istinto primordiale alla creazione.

E allora che fango sia!