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Scatola mondo sensoriale: Il bosco

E dopo il polo ecscatola sensoriale- il boscoco un’altra scatola mondo sensoriale: il bosco.
Pensare quali elementi metterci e come disporli è stato molto divertente: il nostro bimbo ha scelto subito il pannolenci verde e i sassi, poi gli alberelli di legno e gli scampoli di spugna verde. Ha voluto costruire la caverna dell’ orso bruno (che non è l’orso polare, ha voluto ribadire), la tana del coniglio e la rupe per il lupo (che si chiama Luisa, anche se è palese sia di genere maschile!). Il bosco è un ambiente molto più conosciuto che il polo. Il bosco, che abbiamo vicino a casa, lo possiamo vivere concretamente. Camminare nel bosco, respirare il profumo del bosco, ascoltarne i suoni sono attività conosciute e amate dal nostro bimbo. Abbiamo poi svariati libri con protagonisti il bosco e i suoi animali. Riprodurlo è stata una sua richiesta proprio dopo aver letto una storia.
E ecco allora il nostro bosco in scatola, o meglio, in vassoio!
Le nostre letture che hanno come protagonista animali del bosco e il bosco:

libri sul bosco

– Ulf Sbark, Anne Cathrine Sigrid Sbahlberg Il riccio esce di casa, Vandring (IKEA)
-Chris Haughton, Oh-Oh, Lapis
-Michael Rosen, Helen Oxembury, A caccia dell’orso, Mondadori
– Julia Donaldson, Axel Scheffler, Il Gruffalò, Edizione EL
– Regine Schindler Sita Jucker, La grotta dell’Orso, Boehm Press Italia
– Richard Scarry, I am a Bunny, Golden Books

 

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Il diritto ad uno spazio bello

spazi belliC’è un diritto che dovrebbe essere un diritto naturale di ogni uomo sulla terra: il diritto al bello. Bello inteso come qualcosa che soddisfa lo sguardo e al contempo fa sentire bene con il mondo e con se stessi. Spesso rimaniamo incantati davanti a piccoli dettagli e non capiamo perché il nostro sguardo si sia fermato proprio lì in quel momento: è il bello che ci ha colto impreparati e che in quel momento ci dona benessere.

Spazi belli come spazi curativi del corpo e della mente, dove la cura non è sanitaria e medica, ma include tutto di noi: ecco, spazi belli che rendono le persone più serene e più attive sarebbe un obiettivo per chiunque si occupi di edificare qualcosa, dalle scuole prima di tutto, agli ospedali, alle case di riposo e agli spazi intimi come le abitazioni….spazi che nutrono.

Ma ancora il bello deve avvolgere e lasciare completamente soddisfatti, ecco che bello non è sempre strutturato, spazi belli2è bello anche un giardino cosmico, lasciato crescere ed evolvere, un’ aia, una piazza, pure una stazione.

Quando poi parliamo di bambini, spesso sembra che lo spazio estetico non conti. Quanti nidi, quante scuole, quanti parchi sono pieni di colori, di immagini stereotipate, di cartoni animati, di confusione visiva. Oppure pieni di cose, cose di ogni tipo, buttate lì tanto i bambini devono giocare….ecco quando il diritto ad uno spazio bello non viene rispettato.

casa albero Uno spazio bello è uno spazio che rispetta il bambino, quindi accogliente e inclusivo, che accoglie tutti a discapito di tutto, che accoglie e fa sentire il bambino come “a casa propria”, uno spazio che può essere intimo e piazza allo stesso tempo, con materiali che nutrono i sensi e colori pensati per appagare lo sguardo e aiutare il bambino nelle proprie attività. Spazi luminosi, aperti sul mondo circostante perché il mondo mostri il suo bello. Anche le stanze delle nostre case possono essere spazi belli: proviamo ad abbassarci alla loro altezza, vedere cosa vedono i nostri bimbi, scegliere con cura i giochi e i materiali, come scegliamo con cura le cose per noi, siano essi vestiti, mobili o accessori. Offrire ai nostri bambini la bellezza, che spesso è la semplicità, l’ordine e la cura, è un dono impagabile.

spaziBisogna partire dai bambini per espandere una politica degli spazi belli a tutti i luoghi di vita, per crescere bambini sereni e consapevoli degli spazi in cui si muovono e aiutare gli adulti a muoversi in spazi diversi ma mai respingenti, dove basti posare lo sguardo su un dettaglio, o sul tutto per sentirsi meglio.

 

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Noi leggiamo: Pool

Esistono libri che sono universalmente comprensibili e usufruibili da tutti: i silent book. Alcuni silent book, libri senza parole dove le immagini sono protagoniste della pagina, sono veri e propri capolavori che il lettore può fare propri scegliendo le parole, inventando la storia, componendo e scomponendo le immagini a piacimento, reinventando il mondo immaginario e immaginifico che gli si apre davanti.

Sembrerebbe forse più semplice, leggere un Silent book, eppure molto spesso risulta più difficile: l’immagine pone il lettore in un ruolo delicato, le si offre perché il lettore la faccia propria, la interpreti secondo il proprio vissuto per leggerle poi a qualche d’un altro, che poi a sua volta la ritrasformerà tramite il suo vissuto.

E ogni lettore vedrà cose diverse, per ogni lettore ci sarà un particolare che sfugge o che salta all’occhio: un Silent book è un’ottima lettura per condividere e al contempo per coccolarsi.

Presso la libreria internazionale allestita dalla libreria per ragazzi Giannino Stoppani in occasione del Bologna Children’s book fair, abbiamo comprato Pool.

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Pool è la prima opera della illustratrice sud coreana JiHyeon Lee. Sul retro di copertina l’unica frase a spiegare per chi è questo libro: “For Those Who Want To Swim Freely in the World”

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Le immagini accompagnano il lettore durante una nuotata in una piscina sovraffollata. Un bambino si tuffa e nuota più in profondità, lontano dal caos e dalla confusione che c’è in superficie. E in profondità incontra una bambina, anche lei desiderosa di nuotare in libertà sempre più giù…dove si fanno strani e meravigliosi incontri, là, in fondo alla piscina, dove pochi hanno il coraggio di andare.

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Immagini d’acqua, potremmo definirle così…immagini che travolgono e che ci conducono in un universo bagnato e spaventoso e meraviglioso al tempo stesso, mentre nuotiamo sempre più giù con i due bambini…storie e significati che ognuno di noi potrà dare a queste immagini e a questa storia, la storia di chi vuole nuotare liberamente nel mondo….

PoolJiHyeon Lee
Pool
Chronicle Book