L’estate incantata

si comincaE domani si ricomincia, anzi, si comincia un nuovo percorso: inizia la scuola dell’infanzia.
Il cestino dei tesori dell’estate è pronto: un’intera estate chiusa lì, tra una pigna e una nocciola e una conchiglia. Anzi, l’estate è proprio quel cestino, quella nocciola, quella pigna e quella conchiglia.

C’ è un libro di Ray Bradbury, L’estate incantata (e uncestino dell'estate seguito ma di minor impatto Addio all’estate), che nella sua magnifica semplicità è una rivelazione per il lettore. E’ un inno all’infanzia, un inno all’estate, un trattato sotto forma di romanzo dell’estate dell’infanzia. Perché ne parlo? Perché secondo me tutti dovremmo leggerlo, tutti noi genitori che siamo stati bambini, quando veniamo presi dalla nostalgia nel vedere un’altra estate finire,nel vedere i nostri bambini crescere, compiere passi avanti nella loro vita…ecco, in questi momenti lo riprendo in mano e lo rileggo e alla fine, come sempre mi commuovo. Mi commuovo per le estati della mia infanzia che sono passate, mi commuovo pensando alle estati del mio bimbo, a come per lui il mare, la montagna, la campagna, il sole, gli amici, i gelati hanno significato felicità, stupore, meraviglia, gioia. E mi commuovo anche, con un po’ di nostalgia, a pensare che è tutto finito, di nuovo.

L'estate incantataE dire che a giugno, settembre, sembrava così lontano, un po’ come quando in pieno inverno uno pensa al caldo dell’estate e non riesce a ricordarsi com’è: il caldo sembra quasi irreale.

Ma stasera  è ancora estate; il cestino dei tesori è pronto, con tutta l’estate dentro. Domani l’estate lascerà la nostra casa e un nuovo anno comincerà.

Buona inizio a tutti, qualunque sia il vostro inizio. inizi

Douglas chiuse gli occhi. 

Albe di giugno, mezzogiorni di luglio, sere di agosto: tutto finito, chiuso, cessato. Gliene restava soltanto il ricordo, la sensazione, mentre l’autunno e l’inverno si schiudevano davanti a lui, e dopo l’inverno la primavera fresca e verde; l’estate era molto molto lontana. Ma se avesse dimenticato, il vino di dente di leone era in cantina per ricordargli ogni giorno e ogni mese della stagione calda.
Ci sarebbe andato spesso, avrebbe guardato il sole che brillava nel vino dorato fino a non poterlo sopportare, poi avrebbe chiuso gli occhi e si sarebbe concentrato vive e colorare che gli danzavano nella retina. E ogni chiazza, ogni fuoco, ogni riflesso andava sistemato al suo posto, finché il quadro diventasse chiaro di nuovo….
Pensando a queso si addormentò.
E nel sonno mise fine all’estate 1928

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