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Progettare, costruire, inventare, immaginare piste per macchinine

pista per macchinineE’ innegabile che le macchinine e le piste per macchinine abbiano un certo fascino e piacciano praticamente a tutte le età. A volte capita di fermarsi nel reparto giochi del supermercato e guardare con vivo desiderio quella pista a sei piani che lì, chiusa nella scatola, sembra una meraviglia. Eppure ricordo bene quando da piccola, una volta aperta la pista, appurato che non assomigliava lontanamente a quella pistadell’immagini della scatola, delusa dal fatto che le macchinine non sfrecciassero con mille acrobazie come promesso dalla pubblicità, dopo qualche giorno e qualche pezzetto già rotto,  veniva richiusa nella sua confezione e abbandonata in un angolo.

pista macchinineQuando invece si hanno tanti pezzi diversi, e si crea la propria pista personale, sempre nuova, sempre diversa, il gioco non stanca mai. Pezzi di legno come strade d’asfalto, ponti e tunnel sopra e dentro i quali passare, ostacoli da superare e acrobazie che riescono veramente. Non smetteremo mai di stupirci come pezzi di legno di recupero, e altri materiali si prestino a qualsiasi progetto e desiderio del nostro bimbo. E che contemporaneamente, lui pensa, progetta, si ingegna, costruisce, trova soluzioni e crea innovazioni. E’ proprio vero che basta poco ad un bambino per creare un mondo. Un pomeriggio, il papà e la mamma, e tanti materiali diversi per costruire piste e percorsi.h

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L’odore dei ricordi

il bosco 5Gli odori sono la parte più emozionale dei ricordi. Indissolubilmente legati a qualcosa, non possiamo non definirli usando immagini d’altro. Profuma come un limone, senti che bon odore di terra bagnata, profumo di bosco…le immagini che evocano gli odori, siano essi profumi o meno, sono talmente forti che la nostra mente collega il ricordo a quell’odore determinato, ovunque noi siamo. Quando ero piccola andavo in vacanza all’Isola d’Elba. Niente profuma di più di quel ricordo: antistante la casetta, grande quanto un fazzoletto, c’era un limone, bellissimo, del quale si curava il mio nonno, con passione e affetto. E intorno al limone piante di ogni tipo, di ogni colore. Si saliva poi una scaletta e si passava di fianco a un ciliegio maraschino, con i suoi frutti aspri che noi mangiavamo quasi per sfida. In cima alla scaletta si godeva di un panorama meraviglioso: la striscia di mare, la torre che sovrastava il molo, di qua le barche, di là l’infinito azzurro. Era il primo pensiero di quando arrivavamo, io e mia sorella: correre alla scaletta e imprimere quell’immagine ancora una volta, tutte le volte. E entrando in casa di amici, a centinaia di chilometri di cropped-mare2.jpgdistanza, città completamente diversa, profumi totalmente estranei al mare, eccolo nell’aria: il profumo dell’Elba. Un ciliegio maraschino, un melograno vicino….e di colpo la mia mente ha mostrato il molo, la torre, il mare e il cielo azzurro che lo tocca (o il mare azzurro che tocca il cielo).

Dei ricordi la parte che più amo sono gli odori…e così, quando sento profumo di biscotto appena sfornato la mia mente associa quel piccolo neonato nella sua tutina blu che mi guarda e io so che vede solo me, che riconosce la mia voce, che io sono il suo rifugio in un mondo estraneo.
Quando l’autunno pervade l’aria con il suo profumo di terra bagnata e funghi, l’immagine è sempre sua, un bimbo che cammina con determinazione nel bosco, da solo, in montagna, davanti a tutti fermandosi a guardare le mucche, a osservare un bruco, a raccogliere un sasso.
IMG_7146L’odore della sabbia umida, per me inebriante, è l’odore dell’estate appena passata, giochi sulla sabbia con gli amici, bagni in mare, tanti bagni e tante risate.
Così come l’odore acre di certi farmaci riporta a giorni pochi felici subito dopo il parto.
Profumo di prato a primavera: le corse in campagna.
L’odore delle lenzuola quando rifaccio il lettino mi rimanda subito a quando quel lettino lo abbiamo montato, e l’entusiasmo lo ha travolto e ci si è trasferito subito, senza darci il tempo di abituarci a non averlo più di fianco a noi.
L’odore della piscina rievoca in me quando io andavo in piscina ma il ricordo si sta facendo più vaporoso per lasciare spazio ai ricordi del nostro bimbo in piscina: tuffi, schizzi, le corse per asciugare i capelli….

I miei ricordi di mamma sono ricordi che profumano e i profumi creano legami tra vecchi e nuovi Foto0069ricordi, portando nostalgie, un velo di malinconia per il tempo che passa, ma anche l’occasione di poter rivivere per qualche secondo momenti ormai andati.

Questo post partecipa al tema del mese #ricordidamamma di StorMoms

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L’inverno sta arrivando…letture per andare in letargo

L’inverno sta arrivando..fortunatamente abbiamo la certezza di quanto duri. Se l’autunno è ancora una stagione molto piacevole per i suoi meravigliosi colori, i profumi di terra bagnata, di funghi, castagne arrosto e foglie secche, per il suo clima ancora tiepido, l’inverno è per me una stagione molto difficile da sopportare. E’ una stagione buia, fredda e sebbene assolutamente indispensabile per la natura, mi pare infinita. Ma non c’è nulla da fare, arriverà anche lui con il suo gelo e noi possiamo prepararci coccolandoci con letture “di stagione”. Sotto la coperta sul divano, stesi sul tappeto o la sera prima di andare a letto (non nego anche quando si è comodamente seduti in bagno!) leggiamo i nostri libri autunnali.

Primo fra tutti di questo periodo è sicuramente “La casa invernale dell’orso”, con le rassicuranti e geniali illustrazioni di Quentin Blake e il testo di John Yeoman, per l’editore Camelozampa.

Il racconto inizia in “una fresca giornata di fine estate” e si conclude che è primavera. In mezzo l’inverno, lungo, freddo e anche un po’ noioso. Fortunatamente un gruppo di simpatici animali composto da un maiale, un orso, un riccio, uno scoiattolo e una gallina sapranno rendere le cose più piacevoli. Difatti l’ orso si costruisce una casa invernale mentre gli altri animali lo prendono in giro, ma quando arriva il gelo saranno proprio loro a chiedere rifugio all’amico, che non lo nega, salvo poi sorbirsi per tutto l’inverno giochi, canti e feste. Alla fine arriva primavera ma il povero orso avrà ancora bisogno di riposare….

Una rivisitazione in chiave boschiva della fiaba della cicala e della formica  con una morale e un finale decisamente migliori. Una storia che farà ridere i bimbi, sorridere gli adulti e renderà meno pesante l’arrivo dell’inverno.

Gli stessi autori hanno poi scritto e illustrato un’avventura primaverile (Il picnic acquatico dell’orso), ma ne riparleremo a primavera!

La grotta dell'orsoUn’altra lettura che piace molto è La grotta dell’orso di Shindler Regine e Jucker Sita per la grotta dell'orso 2Boehm Press. Qui i protagonisti sono una lepre, un topo e un orso. La lepre e il topo si raccontano storie fantastiche sull’emigrare nei paesi caldi (il topo dicendo che vola usando la coda, la lepre che vola usando le lunghe orecchie) e i luoghi che
visitano. Vogliono convincersi a vicenda che entrambi sanno volare ma poi si ritrovano nella grotta dell’orso per sfuggire al gelo invernale e le loro storie inventate saranno di compagnia per l’orso in letargo.

Il tema degli animali del bosco è ricorrente nelle nostre letture perché evoca colori, profumi, sensazioni che solo la natura riesce a dare. Andare nel bosco in autunno è un’esperienza che nutre la vista, l’olfatto, il gusto anche e l’dito. Si affinano i sensi, si percepisce veramente la natura che respira, sospira, sbadiglia.

il riccio esce di casaAnche la terza lettura ha come tema il bosco e i suoi animali. Ulf Sbark, Anne Cathrine Sigrid Sbahlberg hanno scritto e illustrato Il riccio esce di casa, Vandring (IKEA), la storia di un riccio che diventato grande lascia la sua casa e la sua mamma per cercare il suo posto nel mondo. Il povero riccio però non sa molte cose dell’ambiente che lo circonda e rischierebbe grosso se non incontrasse sulla sua strada altri animali pronti a guidarlo e a fargli scoprire quali sono le sue caratteristiche e le sue abilità. E alla fine trova anch’esso rifugio da un orso. Una storia molto tenera e decisamente autunnale.

Storie per prepararci al “letargo” mentre fuori le stagioni cambiano…