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Soffermare lo sguardo per ampliare lo sguardo

Nella nostra società frenetica, dove veniamo continuamente subissati da stimoli visivi e uditivi, c’è poco tempo per soffermare lo sguardo e osservare.

I dettagli ci sfuggono, i contesti perdono importanza, il nostro spazio viene continuamente violato e ristretto. Ma i bambini hanno bisogno di soffermare lo sguardo, di osservare e di osservarsi, di cogliere il dettaglio per farlo proprio e allargare l’orizzonte del proprio sapere e della propria conoscenza.
I bambini hanno bisogno di partire dal sasso per comprendere il mondo.

attività bambini corniceAllora una piccola proposta che possiamo fare è quella di aiutarli a puntare il loro sguardo, a invitarli a scegliere per comporre un quadro (concreto e teorico) che aiuti nel loro complesso processo di apprendimento di se stessi, degli altri e dell’ambiente che li circonda. L’infinito rielaborare dei bambini aiuterà anche noi adulti nel difficile compito di soffermare lo sguardo.

Basta qualche cornice privata del vetro, uno spazio delimitato, proprio, a sfondo neutro.

Una serie di materiali, naturali ma anche di diverso tipo.
Cosa fanno i bambini posti davanti a questa scelta, con uno spazio da riempire (o da lasciare vuoto)?
Prendono tempo. Una cosa che a noi adulti non riesce mai bene, scambiata troppo spesso con il “perdere tempo”. Eppure basta osservare questo tempo che i bambini si prendono per rendersi conto che una delle cose più importanti è l’innata capacità dei bambini di osservare. Poi si arriva alla scelta, la pigna invece che il sasso, il sasso e la pigna, tutto. E tutto viene toccato, manipolato perché la mano è lo strumento di apprendimento principale dell’uomo: se faccio imparo, se faccio comprendo.

E’ interessante poi lasciare loro la libertà di riempire o meno la cornice: c’è chi riempie tutto lo spazio delimitato, chi pone un dettaglio al centro, e chi invece la cornice la ignora. Perché dopo prendere tempo, viene prendere lo spazio, un processo di rielaborazione che ognuno di noi costantemente pone in essere, dovunque e in ogni momento. I bambini hanno bisogno e necessità dei loro spazi, e la loro percezione spaziale è varia, diversa: occupano molto spazio nelle loro e nelle nostre vite e al contempo pochissimo. Essi stessi richiedono ora il vuoto attorno a sé, ora la pienezza di ogni vuoto.attività cinque

Da una piccola attività come questa, noi adulti possiamo capire e apprendere molto dei bambini e di noi stessi. Chiedendoci perché un bambino attua un’azione al posto di un’altra, chiedendo al bambino stesso, e poi domandando a noi stessi cosa avremmo fatto noi, entriamo nella relazione e in modo spontaneo, senza forzature ci educhiamo a vicenda capendo cosa sono gli spazi nostri e altrui, il tempo che ci dobbiamo concedere per capire le relazioni che ci sono tra noi e gli altri, lo spazio e il tempo individuale e quello collettivo.

E poi possiamo allargare lo sguardo al mondo circostante, usare lo stesso metodo quando ci muoviamo in contesti più ampi, in tempi più veloci e spazi diversi. E come noi i bambini.

Basta poco, per soffermare lo sguardo per prendere tempo e spazio.

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