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Noi leggiamo: Biagio…quante avventure!

Come sarebbe bello poter chiamare i nostri scrittori preferiti, o quelli che più ci affascinano o ci incuriosiscono, per parlarci e conoscerli. (Lo diceva Salinger ne Il giovane Holden). Io avrei chiamato Ray Bradbury, sicuramente lo scrittore che ho percepito subito come il preferito (sebbene sia riduttivo questo termine), da quando alle medie lessi L’estate incantata in una di quelle edizioni che uscivano con la collana di fantascienza de L’Unità, sebbene di fantascienza comunemente intesa, L’estate incantata non avesse niente. Ebbene mi piacerebbe chiamare al telefono anche Claude Ponti, creatore di Biagio, il pulcino mascherato e delle sue avventure. Mi piacerebbe parlargli anche solo per un attimo per ritrovare in Claude (diamogli del tu, amichevolmente), i tratti originali e completamente fuori schema di Biagio e dei suoi racconti.

La prima impressione da adulta sarebbe di chiamarlo e di chiedergli “Perché? Perché hai scritto queste avventure così strampalate e prive di senso, perché Biagio ha una maschera da diavoletto ed esistono tempestatrici mature, corse di Sed -Ie, macchie di inchiostro che si chiamano Lellebora Lasfodela, e rubinetti paffuti che corrono, mandrie di vasche da bagno che accorrono, gelati che crescono dalla terra mentre piove e via dicendo?”

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Poi però leggete queste storie ad un bambino, e per lui sembrano la cosa più naturale del mondo. Le sue domande non sono perché Biagio sia mascherato, ma perché Biagio vuole essere primo nella corsa di sedie? Non vi chiederanno che senso ha che da un tappo nel terreno esca una tempesta che scompone in mille pezzi il povero Venturo Viravento che ha un sogno nell’occhio destro, ma vi chiederanno perché Veturo dorme di fianco alla tempestatrice, se è così pericolosa?

Allora chiamerai Claude per chiedergli da dove arriva tanta genialità.

Biagio il pulcino mascherato potrebbe non piacere agli adulti. Ma non potete non leggerlo ai vostri bambini: loro capiranno, loro rideranno, loro sono molto più simili a Biagio che a noi!

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Claude Ponti mette sulla carta un mondo che i nostri bambini vivono tutti i giorni: invenzioni strampalate, parole inventate, situazioni assurde, nonsenso, divertimento, amicizia…

Così, se diete indecisi su cosa leggere stasera, domani mattina, in viaggio, in vacanza, alle feste di compleanno, con le vecchie zie o a scuola, questo libro è la risposta.

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Claude Ponti
Biagio…quante avventure!
Babalibri

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Un libro al giorno: Una zuppa di sasso

una zuppa di sassoIn occasione della settimana del Bologna Children’s Book fair, la fiera del libro per ragazzi di Bologna, uno degli appuntamenti internazionali dedicati all’editoria per bambini e ragazzi più importante d’Europa (e non solo), dedicheremo ogni giorno ad un libro. Ai nostri libri preferiti, quelli che ci accompagnano in vacanza, quelli che hanno allietato le sere al mare, in montagna, dai nonni. Libri inseparabili da leggere e rileggere, che non ci stancano mai.

Rientra tra i nostri preferiti sicuramente l’ormai classico Una zuppa di sasso di Anais Vaugelade. Lo abbiamo sia nella versione grande  sia nella versione piccola, della collana Bababum della Babalibri.

Un vecchio lupo senza denti arriva al villaggio degli animali ed entra a casa della gallina, una zuppa di sasso2che è un po’ spaventata, chiedendo se può preparare una zuppa di sasso.

Ma com’è una zuppa di sasso? Che sapore avrà? La gallina, che è sì spaventata ma anche incuriosita chiede se può aggiungere un ingrediente, così, per dare sapore e il lupo acconsente. Accorrono anche altri animali molto spaventati nel vedere il lupo entrare dalla gallina: arrivano un’oca, una capra, un cane, un porcello e un cavallo e tutti chiedono di poter aggiungere un ingrediente particolare, di loro gusto.

Alla fine mangiano tutti insieme in allegria e si rendono conto di quanto sia bello stare insieme e condividere momenti semplici, come una cena, con gli amici.

Il lupo alla fine andrà via, con il suo sasso…

 

La storia è molto semplice, può capitare anzi che qualcuno possa chiudere il libro e pensare che sia una storia da poco, che non lasci niente, eppure i bambini la amano  e ciò che lascia ai lettori è moltissimo.

C’è questo vecchio lupo, il lupo, un personaggio che desta sempre nei bambini qualche emozione, una piccola suspense prima di capire che non farà del male agli animali, un pensiero ai suoi denti e alle tante storie che lo riguardano.
Ci sono degli animali, animali molto familiari ai bambini, quanto familiari sono i luoghi comuni che li caratterizzano. Ma in questo villaggio il lupo non è il lupo cattivo, la gallina non è stupida e il porcello non puzza. E’ una piccola comunità di amici.

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Questa storia parla anche di case, di ambienti intimi, di focolare, e la casa è il luogo più familiare per un bambino, più accogliente e sicuro. Si parla di una casa che si apre agli amici e anche al vecchio lupo, venuto per condividere con gli animali un sasso.

Ora c’è chi parla di furbizia del lupo: cavarsela sfruttando gli altri animali. Io invece non ci vedo furbizia ma solo un espediente che porta in sé, però, la condivisione del cibo, una cena, per antonomasia il momento fulcro dell’ospitalità presso tutte le culture del mondo
Il lupo avrebbe potuto mangiare gli animali (ha con sé un bel coltello affilato) ma non lo fa. E’ chiaro che gli animali non condividono momenti così da tempo, e loro stesso si stupiscono di come sia bello stare insieme e si ripropongono di farlo più spesso. Non temono il lupo, lo accettano nel loro cerchio.

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E tutto nasce da un semplice sasso.

Questo albo così breve e semplice racchiude in sé il significato di ogni comunità: accettazione e condivisione per rendere la vita più bella. E attraverso queste ognuno condivide i propri vissuti, il lupo, la gallina, l’oca….porta all’interno del cerchio, davanti al fuoco, se stesso e offre agli altri la propria compagnia, si apre, si fida.

Per questo piace ai bambini, perché parla molto della loro comunità, del loro cerchio, racconta di case e di cibo e di amicizia. Ed è per questo che piace molto anche a noi e che può dire e dare tanto, perché possiamo essere lupi, galline o porcelli, ma siamo parte della comunità nella quale viviamo.

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Noi leggiamo: Nel paese dei mostri selvaggi

nel paese dei mstri selvaggiNon può mancare nella biblioteca ogni casa questo classico tra gli  albi illustrati dell’infanzia. Un classico non perchè sia vecchio (uscito nel 1963), termine con il quale spesso identifichiamo, a torto, i classici, ma classico perchè senza tempo, senza età, controcorrente per i suoi tempi, uno “spirito libro” degli albi per l’infanzia.

Si parla di mostri selvaggi, mostri terribili, che digrignano i denti, roteano gli occhi, ringhiano e urlano. Proprio spaventosi! Si parla di Max, un bambino vestito da lupo che viene mandato a letto senza cena e si parla della cameretta di Max, che si trasforma in una foresta, e c’è anche un mare con una barchetta pronta a salpare.

Passano gli anni, forse sono mesi e Max arriva all’ isola dove gli spaventosi mostri selvaggi lo attendono. Cosa farà Max? Max userà il trucco magico di fissarli negli occhi gialli per spaventarli e i mostri lo dichiarano re dei mostri selvaggi. E cosa può fare un bimbo nella terra dei mostri selvaggi? Attaccare una ridda selvaggia, ovveroridda selvaggia una danza con canti, urla, e salti e gesta e movimento fino a quando la voglia di tornare a casa si fa sentire e allora Max manda a letto i mostri senza cena e torna a casa. Tornerà nella sua cameretta dopo un viaggio lungo anni, o mesi, o settimane o forse solo alcuni minuti, perchè quando arriva la cena è lì che lo aspetta ancora calda.

Un libro con illustrazioni curate e belle, commovente e tenero, che aiuta ad affrontare tutte le paure, dei grandi e dei piccini, da leggere tutto d’un fiato, magari sotto una tenda improvvisata con un vecchio lenzuolo.

Perchè tutti siamo stati Max, tutti siamo stati la mamma di Max e tutti siamo stati e siamo mostri selvaggi…

Nel paese dei mostri selvaggi
Testi e illustrazioni di Maurice Sendak
Babalibri

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Noi leggiamo: Il raffreddore di Amos Perbacco

il raffreddore di amos perbaccoAmos Perbacco è un signore ormai anziano che di lavoro fa il custode allo zoo….uno zoo un po’ speciale dove si gioca a scacchi, si fanno le gare di corsa e Amos si prende cura di ognuno di loro….e quando arriva la notte, Amos Perbacco rimane a fare compagnia al gufo pauroso.

Ma un giorno il signor Amos non arriva allo zoo e i suoi amici animali decidono di andare a casa sua: il signor Perbacco è ammalato e loro decidono di rimanere a fargli compagnia….

Saranno i disegni delicati, o l’immagine del signor Perbacco che ci ricorda tanto un nonno che non c’è più, ma questo libro ci ha proprio conquistati…

il-raffreddore-di-amos-perbacco-stead-philip-L-jghl6hIl raffreddore di Amos Perbacco
Philip C. Stead
Erin E. Stead
Traduzione: Cristina Brambilla
Bambini Illustrato
Babalibri
2011

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Noi leggiamo…Le mani di papà

le mani di papàUna delle letture preferite di Massimiliano e del suo babbo è Le mani di papà. Questo libro cartonato in realtà ha poche parole, bellissime immagini  e il potere di produrre grandi risate.

Poi Le mani di papà, sembra proprio scritto per noi: il bimbo nelle immagini è tondino come il nostro e ciò che fanno bebè e il suo papà è quello che fa il nostro babbo con il nostro bebè.

Perchè le mani di papà fanno: toc toc….ben arrivato bebè…ghiri ghiri ghiri….splash splash…..

Consigliato per le mamme e i papà che amano leggere e giocare con i propri bimbi!

Le mani di papà
Emile Jadoul
Babalibri