0

Perle di pregrafismo…e non solo

Anche questo è pregrafismo, un’attività che allena mano e vista, senso dello spazio, attenzione al dettaglio, allenamento alla direzione di scrittura ma al contempo è anche un’attività che allena le abilità logico matematiche: si conta, si divide per forma, per dimensione, per colore…
Basta veramente poco: perle per braccialetti (trovate da Tiger, di forme e colori diverse che rendono il gioco ancora più divertente e allo stesso tempi con gradi di difficoltà diversa a seconda della forma della perlina), fogli di carta e percorsi disegnati con un pennarello.

Annunci
22

La didattica per schede alla scuola dell’infanzia? No grazie.

Che fatica quando agli open days delle scuole del tuo quartiere trovi tutte quelle attività uguali,  schede colorate bene o male attaccate ad un filo. Quelle lettere e quei numeri su cartelloni tutti uguali così simili ai cartelloni di una scuola primaria. Che fatica stare zitti! E che bello invece quando ti senti dire dalle stesse maestre che la didattica per schede sta rovinando un lungo lavoro pedagogico costruito sui bisogni dei bambini, sulla conoscenza dei pre -requisiti in modo esperenziale, maestre che ti dicono che le schede annullano tutte le differenze: non si vede il bello, non si vede il brutto, c’è solo omologazione, dei bambini non rimane nulla. E’ consolante quando vedi che queste maestre lavorano con fatica e impegno per proporre ai bambini esperienze concrete, non immagini stereotipate sempre uguali. Esperienze che lasciano veramente la possibilità ai nostri bambini di esprimersi liberamente, ognuno con le capacità che ha.

La tristezza del quaderno operativo per i bambini di 5 anni: “Perché noi lo facciamo comprare e poi da gennaio a giungo lavoriamo su quello”, mi ha detto una maestra credendo di rispondere in modo positivo alla mia domanda. Nella scuola di fianco, comunale anche quella (di fianco veramente) la maestra ha ribadito che da anni l’Università sta lavorando affinché non si inserisca più il pregrafismo e il libro alla scuola dell’infanzia: è stato dimostrato che aumenta  il rischio di difficoltà di apprendimento ma soprattutto di non riconoscere da subito un bambino  dislessico….bambini obbligati a raggiungere obiettivi che non competono alle maestre dell’infanzia ma nemmeno a loro (pensiamo che ci sono bambini che iniziano queste attività imposte a 5 anni appena compiuti, sono gli “sfortunati” bambini di dicembre, come il nostro, obbligati prima del tempo a stare zitti, fermi e colorare nei bordi, ricopiare numeri, fare dei calcoli!)

Le schede didattiche sono veloci da stampare, se ne trovano di ogni tipo e i bambini impiegano del tempo a compilarle, seduti ai loro banchetti, ordinatamente. Esatto, a compilarle. E compilare per un bambino di 3 anni, di 4 anni, di 5 anni significa ripeter un comando dato. Non c’è autonomia, non c’è creatività, non c’è libertà di espressione.

Una maestra ha detto una cosa così scontata e allo stesso tempo così vera che andrebbe ripetuta sempre: “Che senso ha far colorare una scheda di una castagna se i bambini non hanno cercato le castagne, non le hanno toccate, annusate, assaggiate, manipolate, non hanno osservato l’albero dal quale provengono, visto il riccio, annusato la terra sulla quale cadono? Non ha nessun senso, quella sarà per loro una semplice scheda della castagna, ma di cosa sia veramente una castagna spesso non hanno idea”

Per questo la scelta della scuola dell’infanzia si è rivelata così difficile, cercare maestre appassionate e ambienti che rispecchiassero le loro parole è stata dura, e alla fine la scelta è stata compiuta. Peccato che spesso questa nostra posizione venga vista dagli altri come un capriccio: “In tutte le scuole fanno così”, ci dicono, contenti di vedere le schede così ordinate sui muri delle sezioni dei loro figli.

No, non in tutte le scuole, fortunatamente. Magari è il caso di rifletterci….

E uno spunto di riflessione: quanto incide un tipo didattica sull’ambiente che i nostri bimbi vivono tutti i giorni?
robinson

schede